Stemma del Castello di Mesocco

24. Il recetto

Le visite · mostra 2023 · stazione 24 di 27

Il recetto

Dal tardo impero romano fino all’avvento delle armi da fuoco, una torre e una cerchia di mura in cui mettere in salvo persone, bestiame e scorte di cibo fu la norma. Ecco la funzione di castelli come me.

Sono stato un buon rifugio in tante occasioni: calate degli Alemanni ed altri popoli germanici, minacce della guerra gotica, conflitti tra Franchi e Longobardi, incursioni saracene, aggressioni di conquista delle città di Como e Milano, nonché di signori feudali come i Montfort e Vaz.

Immagine satellitare del pendio con i quattro spazi murati del recetto collegati da linee rosse.

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Fig. 1 — I quattro spazi murati del recetto sul pendio: (A) La Porta, (B) Santa Maria, (C) Torrascia est, (D) Torrascia nord. Geoportal Kanton Graubünden 2023.

Il recetto, cioè la mia area protetta esterna, suddivisa in almeno quattro spazi murati — (A) La Porta, (B) Santa Maria, (C) Torrascia est e (D) Torrascia nord — è stato via via adattato alle nuove necessità, di norma in accordo fra potere e comunità.

Pianta tecnica generale del castello con il recetto e i sentieri.
Fig. 2 — La pianta generale del castello, con il recetto esterno. Alioth M. 1930, Schweizerisches Burgenarchiv, Basel.
Dipinto a olio del castello sullo sperone roccioso, con il paesaggio circostante.
Fig. 3 — Il castello e il suo intorno. Fasani A. 1818, quadro a olio.

Oggi non ne rimangono che resti: fondamenta di torri, tracce di muri lungo i sentieri. Ciò in una mia nuova fase di vita, quella del bosco che mi sta conquistando.

Fotografia di un muro in rovina, ricoperto di muschio, sotto la Torrascia.
Fig. 4 — Muro in rovina sotto la Torrascia, oggi riconquistato dal bosco. Corfù L. 1998.
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Il sentiero attraverso la zona del castello, ora invasa dal bosco.

Il sentiero — Il sentiero appena riattivato attraversa la zona del castello, ora sempre più occupata dal bosco. Questo territorio veniva gestito in modo diversificato; nel complesso doveva essere piuttosto spoglio, per la necessità della gente del castello di controllare l’eventuale avvicinarsi di gruppi con cattive intenzioni.

Ciliegie su un ramo, esempio della coltivazione un tempo praticata nell'area del castello.

Alberi e coltivi — Il territorio si utilizzava a seconda della qualità del terreno: campi dove era il caso, prati, pascolo e, dove lo scosceso non permetteva altri tipi di sfruttamento, alberi e arbusti. Il corniolo, come il carpino — albero ambito per la durezza e resistenza del legno — non era molto presente sul territorio, ma uno dei pochi esemplari conservati si trovava proprio nella zona del castello, in un punto quasi inaccessibile alle capre e all’uomo. (Informazioni: Moreno Bianchi)

Fotografia storica in bianco e nero di Heinrich Federer con il giovane avvocato Giuseppe (Peppo) a Marca.

Enrico Federer — Heinrich Federer (1866–1928), nato a Brienz, cresce a Sachseln; dopo il ginnasio a Sarnen e la maturità a Svitto, studia teologia a Eichstätt (1888), Lucerna (1888–1890) e Friburgo nell’Üechtland (1890–1892), e viene ordinato sacerdote nel 1893. Vive per qualche tempo a San Bernardino e a Mesocco, ed è un fervente sostenitore del restauro delle rovine del castello. Scrive: «Sì, lo giuro, c’è solo una rovina come questa, situata nel corso da nord a sud, che sta lì naturalmente come una roccia o un vecchio edificio gigante…» Grazie ai suoi articoli sui giornali della Svizzera tedesca, riesce a convincere il mondo politico a sostenere finanziariamente il progetto.

Citare questa paginaMostra «Castello di Mesocco: …ricostruiamolo», stazione 24 «Il recetto», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2023/24-il-recetto, 2023.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 24 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); Alioth M. 1930, Schweizerisches Burgenarchiv Basel; A. Fasani 1818; L. Corfù 1998.

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