Le visite · mostra 2023 · stazione 1 di 27
La mia proposta
Ho scelto per te, fra tanti punti e temi possibili, quelli che potrebbero meglio orientarti e, spero, interessarti. Alcuni sono facilmente «leggibili», altri sono più complessi, quindi ti affido alle conoscenze dei miei amici studiosi.
Non è assolutamente necessario seguire in modo sistematico le postazioni: puoi scegliere il percorso che più ti aggrada. Non è neanche necessario passarle tutte; magari solo alcune, ma spero… con piacere. La mostra dura quattro anni: puoi sempre tornare a farmi visita e a conoscermi meglio.

Ripresa aerea: Geoportal Kanton Graubünden 2023. Posizioni dei punti verificate e affinate in loco.
Approfondimenti (contenuti del codice QR)

Il Centro culturale di Circolo — La gestione del Centro è diretta da un Consiglio culturale formato da due rappresentanti di ogni comune dell’Alta Valle, regolata da una convenzione approvata dai tre comuni del Circolo. Il Centro ospita la Biblioteca comunale, l’Archivio culturale e la Biblioteca regionale della Regione Mesolcina; sorge sul piazzale dell’ex stazione della ferrovia Bellinzona–Mesocco e comprende anche l’antico edificio costruito nei primi anni del Novecento. La costruzione, progettata dall’architetto Fausto Chiaverio, è stata realizzata dal Comune di Soazza, che si è assunto i costi di costruzione e manutenzione con l’aiuto finanziario di numerosi generosi donatori. Portata a termine nel 2009, è stata inaugurata ufficialmente nel 2011. Il Centro dispone di una sala con buona acustica, dotata di mezzi tecnici elettronici moderni e di climatizzazione, adatta per riunioni, conferenze, concerti, simposi e mostre; al primo piano si trovano gli uffici e una saletta per riunioni.

Il Servizio monumenti dei Grigioni — Erwin Poeschel e Walther Sulser furono presenti su tutti i cantieri di restauro e a tutti gli scavi archeologici importanti: possono essere considerati a ragione i primi sovrintendenti grigionesi ai monumenti, già prima del 1960, quando venne istituzionalizzato l’Ufficio monumenti storici e Alfred Wyss (1929–2016) ne divenne il primo sovrintendente. Christoph Simonett (1906–1981), ricercatore attivo nel campo delle tradizioni popolari, mise in luce — grazie ai due volumi Die Bauernhäuser des Kantons Graubünden (1965 e 1968) — edifici fino allora poco considerati, come case, stalle e fontane; ricerca poi proseguita da Diego Giovanoli con particolare attenzione per l’economia alpestre. Alfred Wyss e Peter Zumthor elaborarono un metodo per analizzare gli insediamenti, esposto in Siedlungs-Inventarisation Graubünden (1981, con gli esempi di Castasegna e Vrin), cui seguì dagli anni Settanta l’inventariazione degli insediamenti da proteggere (ISOS); dagli anni Ottanta l’attenzione si estende anche a tipologie di edifici più recenti. Sovrintendenti cantonali ai monumenti dal 1960: Alfred Wyss (1960–1978, †2016), Hans Rutishauser (1978–2008), Marcus Casutt (2008–2012), Giovanni F. Menghini (2012–2014), Simon Berger (dal 2014).

Perché la mostra — Del castello sono ancora visibili, più che altro, fondazioni e strutture murarie: è dunque naturale che testi, disegni, quadri e fotografie che lo riguardano abbiano di norma quale soggetto proprio le mura — il loro complesso, certi tratti, dettagli, indizi della loro costruzione, stabilizzazione, distruzione, ricostruzione. In parte si tratta di disegni e fotografie di qualità eccezionale, vere e proprie opere d’arte. L’intento della mostra è segnalare, tramite queste testimonianze, aspetti importanti delle rovine — non solo quelle in alto sul promontorio, ma quelle disseminate su tutta l’area circostante — e attirare l’attenzione anche sulle caratteristiche geologiche, geografiche, vegetative e toponomastiche che hanno fatto di questa zona un’area fortificata. Il disegno che accompagna questo testo è di Mattia Hellmüller e rappresenta le stratificazioni murarie della cinta sud-ovest.
Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 3 della mostra 2023; ripresa aerea Geoportal Kanton Graubünden 2023.
