Le visite · mostra 2023 · stazione 23 di 27
Nella fossa
Nel Rinascimento non solo ero ben dotato di armi da fuoco, ma nella mia fucina si producevano — nelle apposite forme di pietra ollare — falconi, passavolanti, bombarde e i loro proiettili.
Il calore del forno di fusione, prodotto da grandi carichi di legna (circa 1 m³ per 100 kg di bronzo), fondeva il metallo, che veniva versato nella forma sistemata in posizione verticale nell’apposita fossa.

L’arma più importante per la mia difesa era però la spingarda. Francesco di Giorgio Martini la descriveva «lunga piedi otto (2,40 m)» e caricata con una palla «di libbre dieci (4–5 kg), generalmente di piombo, talvolta appesantita con un cubo di ferro».

Dopo il 1500, alle bombarde — troppo pesanti e ingombranti — il Trivulzio sostituì armi più leggere ed efficaci: decine di archibugi e schioppetti.


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La bombarda — Le prime bocche da fuoco erano chiamate bombarde: cannoni generalmente di grosso calibro e di limitata lunghezza, costruiti in ferro o in bronzo, che sparavano proiettili di pietra. La bombarda più grande arrivava a pesare anche 19 tonnellate, e per trainarla occorrevano sessanta buoi; era caricata con proiettili sferici di pietra che pesavano intorno ai 100 kg. È facile immaginare quanto fosse difficile spostare queste enormi armi durante la preparazione delle campagne militari. Gli informati del tempo raccontano inoltre che le bombarde di grandi dimensioni, dopo aver sparato tre colpi, andavano in frantumi, ed era quindi necessario sparare un colpo ogni tre ore per farle raffreddare.

Artiglieria — Le bocche da fuoco, chiamate generalmente cannoni, avevano un nome diverso a seconda dei calibri e delle forme. Uno dei più importanti architetti militari del tempo era senza dubbio Francesco di Giorgio Martini, che alla corte urbinate di Federico da Montefeltro raggiunse il massimo della notorietà grazie ai suoi lavori alle fortezze del ducato. Nella versione del Trattato di architettura civile e militare del codice Magliabechiano II.I.141, conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Francesco di Giorgio Martini presenta un elenco dettagliato dei tipi di bombarde, affinché la conoscenza di queste potesse essere utile per progettare edifici e sistemi di difesa.

Passavolante — Un altro esempio di artiglieria è il passavolante: una bocca da fuoco di piccolo calibro e lunga gittata, che sparava proiettili in ferro. Il vantaggio di questa tipologia di arma era di avere lo stesso effetto distruttivo di altre con calibro più grosso.
Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 23 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); Francesco di Giorgio Martini, XV secolo; Morin M. 2007; Museo dell’esercito, Toledo.
