Stemma del Castello di Mesocco

17. Il bastione

Le visite · mostra 2023 · stazione 17 di 27

Il bastione

La base della Torre Masiza, o torre verso Mesocco, poco visibile dall’interno, è un vero bastione rinascimentale in muratura massiccia, cioè senza vuoti.

Punto debole: la roccia su cui è costruita, che cedendo rischiava di farla precipitare. In seguito alle analisi eseguite dall’ingegnere e dal geologo, il substrato roccioso è ora assicurato con due dispositivi forniti di tripli ancoraggi.

Fotografia in bianco e nero della Torre Masiza vista dal basso, con la vegetazione sulla sommità.
Fig. 1 — La Torre Masiza, il bastione rinascimentale in muratura massiccia. Zinggeler R., ca. 1930, Biblioteca nazionale, Berna.

Sul bastione due camere coperte da grosse tavole di legno, su cui erano piazzate tre springarde, a loro volta riparate dal tetto probabilmente sostenuto dalla trave centrale (A). Per ora è difficile dire se le impronte delle travature di 30–40 cm di spessore e di 2–5 m di lunghezza (B) c’entrassero con il «gabiono doue si butava le bombarde», che era comunque lì vicino: forse un manufatto come quello disegnato da Francesco di Giorgio Martini.

Disegno tecnico a matita della corona muraria con le impronte delle travi.
Fig. 2 — La corona della torre, con le impronte delle travature (B). Hellmüller M. 1988.
Fotografia in bianco e nero di un incavo nella muratura, con vegetazione.
Fig. 3 — Una delle impronte delle travature nella muratura del bastione.
Disegno rinascimentale a penna di un'affusto ligneo per bombarda con manoscritto circostante.
Fig. 4 — Un manufatto ligneo per bombarde, forse simile al «gabiono» menzionato nell’inventario del 1503. Francesco di Giorgio Martini, XV secolo.
Approfondimenti (contenuti del codice QR)
Il gruppo interdisciplinare di specialisti al lavoro sulla Torre Masiza.

Il lavoro interdisciplinare — Il caso della Torre Masiza evidenzia quanto possa essere complesso un lavoro di restauro e messa in sicurezza fatto bene. È stato necessario un lavoro di squadra di diversi specialisti: l’esperto di protezione dei monumenti, l’archeologo, il geologo, l’ingegnere, lo specialista dei materiali, senza contare il capo cantiere e gli operai. L’ingegnere si assume la responsabilità della messa in sicurezza, e deve quindi valutare come risolvere il problema del drenaggio, la solidità e i problemi della muratura da risanare, il tipo di malta da impiegare e l’intervento di messa in sicurezza vero e proprio.

Immagine relativa alla messa in sicurezza delle fondazioni della Torre Masiza, 1993.

La messa in sicurezza — La messa in sicurezza delle fondazioni della Torre Masiza fu eseguita nel 1993. Il drenaggio delle acque avveniva attraverso alcune fessure della roccia che, aprendosi per effetto delle ripetute gelate, avevano prodotto evidenti danni: bisognava consolidare la roccia. Dopo aver vagliato sei possibili varianti d’intervento alla luce di tre criteri chiave — l’efficacia dal punto di vista tecnico, l’adeguatezza formale e sostanziale dal punto di vista della protezione dei monumenti, e il costo — si optò per un consolidamento realizzato impiegando due dispositivi forniti di tripli ancoraggi, assicurando con chiodi da roccia la tenuta in superficie.

La scaletta d'accesso per il monitoraggio degli ancoraggi e del basamento della torre.

Monitoraggio — Indispensabile è il costante controllo dello stato di un castello, in particolare dei punti problematici. In questo caso, per permettere ai tecnici il regolare monitoraggio degli ancoraggi e il controllo della stabilità del basamento sulla base di un piano di sorveglianza, è stato necessario approntare una scaletta d’accesso.

Citare questa paginaMostra «Castello di Mesocco: …ricostruiamolo», stazione 17 «Il bastione», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2023/17-il-bastione, 2023.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 17 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); M. Hellmüller 1988; L. Högl 1988; F. Schneller, analisi; Francesco di Giorgio Martini, XV secolo.

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