Le visite · mostra 2023 · stazione 18 di 27
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Un po’ all’interno, un po’ all’esterno dello spesso muro rinascimentale si trova la cerchia murata antica. La testata spunta ad angolo sul lato nord-ovest del muraglione.
La situazione, accuratamente disegnata da Mattia Hellmüller, spiega tutto meglio di una relazione di diverse pagine. A sinistra il percorso irregolare delle pietre del muro della Torre Masiza; in basso il fondamento sulla roccia; più su uno sfogo; in alto, sopra il muro antico, lo sbocco di una troniera.

Il disegno seguente si riferisce a una canaletta verticale di comunicazione fra la troniera e la corona del muro.

Un terzo disegno dà non solo il dettaglio esterno, ma anche la sezione della canaletta di deflusso; un quarto rappresenta un muro alla base del muraglione, con gli appoggi intagliati nella roccia per il fondamento e gli sfoghi di drenaggio.


Approfondimenti (contenuti del codice QR)

Fausto Chiaverio — Nato nel 1944, dopo le medie a Svitto studia architettura al Politecnico federale di Zurigo; lavora poi con Dolf Schnebli e con Ester e Rudolf Guyer. Nel 1973, con Fausto Censi, fonda uno studio di architettura. Progetta importanti edifici del Moesano — varie palestre, la scuola secondaria ai Mondan di Roveredo e il Centro di manutenzione A13 a Mesocco — e dirige i restauri della chiesa Rotonda di San Bernardino e, per venticinque anni, quelli del castello di Mesocco: nella fase iniziale si avvale della collaborazione dell’architetto Gabriele Bertossa, nella seconda di quella di Albina Cerghetti, incaricata dal Servizio Monumenti del Canton Grigioni. Muore nel 2018.

Lavori di restauro 1986–1993 — Fra gli obiettivi della commemorazione del 500° anniversario dell’entrata nella Lega Grigia dei Comuni di Mesocco e Soazza, nel 1980, vi era quello di promuovere il restauro e il consolidamento delle rovine del castello. Per l’occasione, su progetto di Lulo Tognola, si fece coniare un tallero commemorativo, che fruttò la somma di 30’000 franchi destinati allo scopo. Nel 1982 fu creato l’Ente restauri castello; nel 1985 si completò il progetto e in seguito si avviarono i lavori, con gli esperti federali Pierangelo Donati e Hans Rudolf Sennhauser. Le mura del castello, in uno stato molto precario, necessitavano di un restauro e consolidamento completi. Nella prima fase, fra il 1986 e il 1990, i lavori si concentrarono sulla torre poligonale e sulla grande muraglia nord-ovest — i due elementi che rappresentavano una minaccia reale per la sicurezza della A13.

Lavori di restauro 1994–1996 — Successivamente, fra il 1994 e il 1996, furono realizzate le infrastrutture necessarie per rivitalizzare l’area del castello, trasformandola in luogo d’incontro e zona di svago in grado di ospitare eventi e manifestazioni: furono installati i servizi igienici e i collegamenti all’acquedotto e all’approvvigionamento di energia elettrica.
Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 18 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); M. Hellmüller 1989, Servizio monumenti del Canton Grigioni.
