Stemma del Castello di Mesocco

10. Porte e portali

Le visite · mostra 2023 · stazione 10 di 27

Porte e portali

Tante le porte di un così esteso e murato complesso. Le due porte del rivellino, cioè della torre di protezione dell’entrata, per sicurezza erano disposte ad angolo.

Fotografia in bianco e nero di un portale ad arco a tutto sesto, con le rovine del castello visibili oltre l'apertura.
Fig. 1 — Il bel portale interno, in marmo del posto: nell’anta del portone si apriva l’«usetto piccolo». Zinggeler R., ca. 1930, Biblioteca nazionale, Berna.

All’interno delle mura trivulziane disegnate da Max Alioth sono indicate anche le mura del rivellino medievale (B). Davanti al rivellino sono marcati i muri di sostegno originali (D) sul percorso per il ponte levatoio.

Pianta tecnica «Ruine von Misox, Haupteingang», scala 1:100, con le mura del rivellino.
Fig. 2 — «Ruine von Misox. Haupteingang», scala 1:100: le due porte del rivellino ad angolo. Alioth M., ca. 1925, Burgenarchiv.
Pianta tecnica a matita del percorso d'accesso, con i muri di sostegno verso il ponte levatoio.
Fig. 3 — I muri di sostegno originali sul percorso per il ponte levatoio. Alioth M., ca. 1925, Burgenarchiv.

Le porte come atto giuridico

Le porte del castello avevano un ruolo importante in ambito giuridico: i documenti firmati nel castello stesso non avevano valore per la Valle. Così i contratti venivano stipulati «fuori dal castello di Mesocco, sulla Mota di Cugiaxo» (1391), oppure «a Mesocco, vicino al castello dei prefati signori de Sacco e fuori davanti alla porta, in strada».

«… Il di seguente partite per Misocho et a bone giornate li giunse et credo che menasse con lui la figliola, pur no lo affermo. Gionto a Misocho ando di longo al castello la guarda e disse che sette, lui disse dicete al castellano ch’io sono Gio.Jacobo Trivultio: ecco il castellano comparve e dice “che setti voi?”. Il signor rispose lo sono il tuo patrone Gioan Jacob Trivultio. Il castellano disse sete voi quello: signor Jo.Jacobo che ma miso qui dentro per castellano? Il signor disse: “Io sono quello”. Il castellano: “Sete in vostra libertà?” Lui disse: Sì. Il castellano disse: “Voi proprio butarrete via la capa e poi dismontarete da voi senza aiuto et poi manerarete le braza.” Et cosi il signor Trivultio fece il tutto. Fatto questo il castellano disse: “Voi siate il benvenuto e intrate a vostro piacere.” Et così il signor intrò nella prima porta. All’altra il castellano aperse l’useto piccolo e prima entrò il conte Urbino, Misocho, Gulielmino staferi e poi il signore, che subito li misero le mani adosso e li tolsero li chiavi…»
Memoria di Giovan Antonio Rebucco a Gian Francesco Trivulzio, 1541. In: Vita del Magno Trivulzio, a cura di Marino Viganò, Fondazione Trivulzio, Milano 2013 (adattato).

Quello che si vede su stampe e dipinti fino a metà ‘800 potrebbe proprio essere il portale del recetto, l’area del castello condivisa dalla popolazione della valle.

Incisione settecentesca con la chiesa, le case e un piccolo portale isolato in primo piano.
Fig. 4 — Il possibile portale del recetto, visibile su stampe fino a metà Ottocento. Scheuchzer J. J. 1723, Nationalbibliothek, Berna.
Approfondimento visivo (2 immagini)
Fotografia storica delle rovine con un piccolo portale ad arco e una cascata sullo sfondo.
Le rovine con la cascata del Rizéu. Wehrli, ca. 1920.
Fotografia aerea in bianco e nero del castello sullo sperone e della valle circostante.
Ripresa aerea del castello. Friedli W. 1953, ETH Zürich.
Approfondimenti (contenuti del codice QR)
Ritratto fotografico storico in bianco e nero di Rudolf Zinggeler.

Rudolf Zinggeler — Nato l’8 ottobre 1864 a Wädenswil, studia chimica a Winterthur, Zurigo e Ginevra. Dopo gli studi lavora nell’azienda di torcitura di seta del padre a Richterswil. Appassionato di montagna, colleziona minerali e scopre la sua grande passione per la fotografia: a partire dal 1890 si dedica alla fotografia delle regioni alpine del Vallese, dei Grigioni e del Ticino. Il suo lascito — circa 16’000 negativi su vetro e 15’000 copie — è conservato presso l’Archivio federale dei monumenti storici.

Fotografia del terrazzo della Motta di Gugiass sul versante sud del castello.

La Motta di Gugiass — Il toponimo potrebbe derivare da «cuneo». Su questo terrazzo abbastanza riparato si sono fatti ritrovamenti dell’età del Bronzo: un’area archeologicamente importante, come tutto il versante sud del castello fino in basso a Pregorda.

Fotografia storica in bianco e nero di Rudolf Zinggeler, ca. 1930, con il portone del castello.

Dalla «Voce della Rezia», 1° dicembre 2023 — «L’entrata si apriva dove nessuno avrebbe supposto; vennero alla luce lastre di pietra, apparve perfino il vano in cui anticamente giravano i cardini di ferro del portone, per concedere l’entrata o l’uscita. Ed ora si capiva anche il gran pietrame che s’ammonticchiava di qui all’angolo Sud-Est, e da qui, lungo la facciata a Sud…» La foto è di Rudolf Zinggeler, ca. 1930.

Citare questa paginaMostra «Castello di Mesocco: …ricostruiamolo», stazione 10 «Porte e portali», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2023/10-porte-e-portali, 2023.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 10 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); memoria di G. A. Rebucco 1541, a cura di M. Viganò, Fondazione Trivulzio 2013.

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