Stemma del Castello di Mesocco

9. Complessità

Le visite · mostra 2023 · stazione 9 di 27

Complessità

In alto davanti a te sta la Torre verso la Moesa. Il disegno analitico di Augustin Carigiet mostra la complessità strutturale della cortina e della torre.

I tre muri merlati sovrapposti: il muro più antico (A), il muro quasi sicuramente della seconda metà del Duecento (B) e il muro eretto nel Rinascimento (C). Nel disegno seguente si distingue inoltre un muro ricostruito nel 1925 (D).

Rilievo tecnico colorato della torre con le fasi murarie evidenziate: muro antico, Duecento, Rinascimento.
Fig. 1 — Il disegno analitico della cortina e della torre: i tre muri merlati sovrapposti. Carigiet A. 2006, Servizio archeologico del Canton Grigioni.
Disegno a mano del tentativo di ricostruzione per fasi 1-3 del torrione sud.
Fig. 2 — Rekonstruktionsversuch Phasen 1–3: il tentativo ricostruttivo per fasi, con il muro ricostruito nel 1925. Carigiet A. 2006.

L’analisi tecnica è resa più comprensibile nelle tre ricostruzioni seguenti — il muro antico, il muro duecentesco e il muro rinascimentale visualizzati separatamente in volume.

Ricostruzione tridimensionale del muro più antico, in arancione.
Il muro più antico (A). Carigiet A.; Rorer J. 2012, in: Mittelalter 4.12.
Ricostruzione tridimensionale del muro duecentesco, in toni caldi.
Il muro duecentesco (B). Carigiet A.; Rorer J. 2012.
Ricostruzione tridimensionale del muro rinascimentale trivulziano, in verde.
Il muro rinascimentale trivulziano (C). Carigiet A.; Rorer J. 2012.

Un ultimo disegno indica gli spessori: il muro duecentesco misura 90 cm (B); nel complesso il muro trivulziano era spesso 2 metri (C). La facciata sulla corte, pure assai spessa, dava alla torre il carattere di fortezza nella fortezza.

Disegno a matita in scala 1:100 con le quote della muratura della torre.
Fig. 3 — Il disegno con le quote: spessore del muro duecentesco (90 cm) e del muro trivulziano complessivo (2 m). Bachofen M. 1925, Burgenarchiv, Basel.

Sappiamo che ogni torre era affidata a un preciso responsabile. Che il Trivulzio, quasi sempre assente, anche per limitare il rischio di tradimento, avesse organizzato un sistema di reciproco controllo dei componenti il presidio?

Approfondimenti (contenuti del codice QR)
Ritratto rinascimentale di Gian Giacomo Trivulzio con iscrizione.

Gian Giacomo Trivulzio, il Magno — Nato a Crema il 24 giugno 1442, muore a Chartres il 5 dicembre 1518. Affidato giovanissimo al duca Francesco I Sforza insieme al futuro duca Galeazzo Sforza, riceve da Giuniforte Barzizza una solida formazione umanistica, linguistica e letteraria, e mostra un notevole interesse per le arti. Apprende presto il mestiere delle armi e passa un periodo in Francia; presto si fa un nome come condottiero. Dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme, il 26 dicembre 1476 assiste all’assassinio del duca Galeazzo ed entra nel Consiglio di Reggenza diretto dal cancelliere ducale Cicco Simonetta. Deve confrontarsi con il fratello di Galeazzo, Ludovico Maria Sforza detto il Moro: dopo che questi fa giustiziare l’amico Simonetta nel 1479, nel 1480 il Trivulzio acquista il castello di Mesocco con la Mesolcina e il titolo comitale dai de Sacco. Nel 1487 ottiene il privilegio imperiale di battere moneta, nel 1493 acquista il Rheinwald e la valle di Safien, nel 1496 entra con la Mesolcina nella Lega Grigia. Nel 1500, alla testa dell’esercito francese, mette fuori combattimento il Moro e ottiene la val San Giacomo e Chiavenna. Sconfitto dai Confederati nel 1512, vede occupati i suoi territori dalle Tre Leghe — solo il castello di Mesocco resiste — e nel 1516 ritorna in possesso della Mesolcina.

Ritratto fotografico di Marino Viganò con occhiali.

Marino Viganò — Nato a Varese nel 1961, diplomato in scienze politiche all’Università Cattolica di Milano, si è addottorato in storia militare a Padova ed è direttore della Fondazione Trivulzio di Milano. Fra i suoi numerosi libri, articoli e conferenze sui temi toccati dalla mostra, in parte editi dalla Fondazione Trivulzio e curati da lui stesso: Locarno francese (1499–1513); Per i 500 anni del «rivellino» del Castello visconteo 1507–2007, ediz. Archivio Storico Ticinese; L’età dei Trivulzio: dall’acquisto alla demolizione, in Quaderni grigionitaliani 2013; Vita del Magno Trivulzio (con G. Albriono e G. A. Rebucco), 2014; Gian Giacomo Trivulzio. La vita giovanile 1442–1483, 2014; Bibliografia della fortificazione (con M. Fior ed E. Gallia); Marignano e la sua importanza per la Confederazione 1515–2015, 2015; Diffusione del bastione in Italia e in Europa, 2020; Stemmi e imprese di Casa Trivulzio (con C. Maspoli); in preparazione la biografia del maresciallo Gian Giacomo Trivulzio.

Rilievo tecnico a colori di una pianta con evidenziazioni.

Augustin Carigiet — Dal 1975 impiegato del Servizio archeologico dei Grigioni, specialista nella rilevazione planimetrica, ha lavorato in chiese — per esempio San Peider a Ems — e in castelli, fra cui Brienz, Nivagl e Mesocco. Del nostro castello ha esaminato ogni settore ed eseguito un importante numero di disegni; con la collaborazione di J. Rorer ha realizzato ipotesi ricostruttive relative all’epoca medievale e rinascimentale. Fra le sue pubblicazioni, importante «Castello di Mesocco: eine Nachuntersuchung zur Baugeschichte», in Mittelalter, rivista dell’Associazione Svizzera dei Castelli, 17.4 (2012).

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Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 9 della mostra 2023 (fassung 17.8.2026); A. Carigiet 2006 e 2012 (con J. Rorer); M. Bachofen 1925, Burgenarchiv Basel.

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