Le visite · mostra 2023 · stazione 8 di 27
Sul confine
Proprio nel fossato scavato davanti al mio portone, lo gneiss della coltre dell’Adula incontra rocce sedimentarie. Un confine geologico, non politico — e molto più antico di me.
La coltre dell’Adula (A) è formata dagli strati di gneiss dell’antico continente eurasiatico, di età fra 340 e 290 milioni di anni. Le rocce sedimentarie (B) erano strati di sabbia, calcare, gesso e rocce vulcaniche depositati sul fondo di un mare fra 200 e 100 milioni d’anni fa, poi compressi e pietrificati dalla pressione e dal calore di imponenti eventi geologici negli ultimi 60 milioni d’anni.
Il risultato è visibile nell’affioramento di scisti, quarziti e anfiboliti nella corte della rocca, e nell’affioramento di marmo lungo la strada sotto la chiesa di Santa Maria.


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Fernando Corfù, geologo — Nato il 22 settembre 1949 a Mesocco, sposato con Silvia Walther, bregagliotta, ha tre figli e sette nipoti che vivono in Canada. Ha conseguito la maturità alla Scuola cantonale di Coira, il diploma in scienze naturali al Politecnico federale di Zurigo e il dottorato nel 1980. Grande conoscitore delle montagne di Mesocco, divide attualmente il suo tempo fra la sua casa di Mesocco e Oslo, dove porta avanti ricerche e segue i lavori dei suoi ultimi studenti. Dal 1980 al 1998 è stato ricercatore al Museo reale dell’Ontario a Toronto, in Canada; dal 1999 al 2019 professore di geologia all’Università di Oslo, in Norvegia. Per diversi decenni è stato uno dei geocronologi leader a livello mondiale nella datazione U-Pb ad alta precisione: in alcune centinaia di articoli molto dettagliati presenta le sue ricerche e scoperte su processi magmatici e metamorfici, orogenesi, formazione di minerali ed eventi vulcanici.

Le rocce dell’Adula — La roccia del versante a ovest del castello, come in generale quella a sud, è tipica della coltre o falda dell’Adula: molto stratificata, con strati paralleli inclinati verso est. Questi gneiss, a portata di mano, facili da estrarre, ideali sia per la lavorazione sia per la posa (bastava poca calce) e resistenti nel tempo, sono i componenti principali dei muri del castello. Nel muro vicino alla vasca di scisto a granato, dopo l’entrata, si osserva un caso particolare: alla tipica struttura a strati paralleli della roccia dell’Adula si aggiunge una foliazione inclinata, provocata dalla compressione che deformò la roccia madre.

Le rocce del Tambo — All’entrata del castello si sta su rocce della coltre dell’Adula, cioè dell’antico continente europeo; più in basso, verso lo sbocco della cascata del Rizéu, affiorano rocce stratificate — quattrocento metri di depositi formatisi sul fondo di un antico mare in circa 100 milioni di anni. Sopra la cascata del Rizéu (1030 m s.l.m.), fino alle cime del Corbét (3026 m), del Nabión (2769 m) e del Pombi (2967 m), la roccia è diversa: più scura, più dura, quella di un antico piccolo continente, denominata coltre del Tambo. Enormi forze interne della Terra, sull’arco di circa 60 milioni di anni, hanno spinto questa coltre sulle rocce sedimentarie e queste, a loro volta, sulla coltre dell’Adula: le incredibili pressioni, compressioni e temperature le hanno trasformate e deformate, conferendo loro le caratteristiche attuali.
Approfondimento visivo (3 immagini)



Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 8 della mostra 2023; carte L. e F. Corfù 2023 / Geoportal des Kantons Graubünden; fotografie H. Dahinden 2023.
