Stemma del Castello di Mesocco

3. Gli inventari

Le visite · mostra 2024 · pannello 3 di 16 · capitolo: Gli inventari

L’organizzazione, i castellani, cinquant’anni di inventari

Il Trivulzio era un grande organizzatore. Come ogni condottiero la sua compagine era strutturata gerarchicamente: per ogni livello al responsabile toccava una livrea, una divisa di un certo colore. Ciò serviva per l’organizzazione interna, ma anche verso l’esterno, perché la gente riconoscesse i collaboratori di Gian Giacomo Trivulzio.

Per la grande responsabilità erano di particolare importanza i castellani di Mesocco. Indispensabile che fossero persone fidate e non ricattabili: per esempio non potevano avere una propria famiglia. La distribuzione degli alloggi sul castello suggerisce inoltre una reciproca sorveglianza fra i principali collaboratori.

Gli avvicendamenti

I castellani venivano sostituiti di norma ogni cinque o sei anni. In quelle occasioni gli uscenti consegnavano ai subentranti un inventario della suppellettile presente nel castello. Dei probabili otto documenti effettivamente stesi se ne sono conservati quattro. L’inventario del 1486 è citato nel cartolario del fondo Trivulzio Archivio Novarese, ma fino a questo momento non è stato più reperibile.

I castellani del periodo Trivulzio
1481–1486Gabriele Scannagatta di Dongo
1487Angelo de Zoppis
1487–1492Giovanni Antonio Ciocaro
1492–1498Vincenzo Brocco
1498–1503Andrea Brocco
1503–1505Galeazzo e Francesco Pozzobonelli
1505–1511Battista de Pelizzari da Musso
1511–1517Toso da Candia
1517–1526Paolo Gentili da Serravalle
Cinquant’anni di inventari
1486citato, ma non ritrovato?
1503inventario dei fratelli Pozzobonelli717
1511inventario588
1513inventario2
1517inventario607
Totale1914 record

Oltre agli inventari veri e propri sono utili le liste di ciò che fu evacuato dal castello dopo la morte del Magno: 1518 cose e alimenti portati a Milano · 1526 cose portate via prima dello smantellamento · 1531 artiglierie impiegate a Chiavenna · 1537 stima delle artiglierie presenti a Mesocco. In totale 134 record.

L’interpretazione: che cos’è «un mulino a mano con i suoi accessori»?

Le informazioni dei dizionari bastano a farsi un’idea attendibile di un oggetto solo se disponiamo di dati sufficienti. Gli inventari del castello, a distanza di anni, riportano più volte lo stesso oggetto, ma visto da persone diverse e descritto in modo diverso: combinando le informazioni complementari possiamo farcene un’idea migliore, anche se non esaustiva.

Nella banca dati si rilevano otto ricorrenze. Dalle voci 192, 1503 e 2106 apprendiamo che almeno uno dei due mulini era dotato di naviccia, o nottola: un ferro a forma di farfalla, con un foro che permette di fissarlo all’albero rotante verticale, i cui bracci sono incastrati in appositi incassi della macina superiore per farla ruotare. Le voci 1269, 1517 e 1526 aggiungono che questi mulini erano disposti su un carrello e ruotavano attorno a un palfero, l’albero che imprimeva il movimento. Si trattava dunque di una macchina già abbastanza sofisticata — resta aperta la domanda su quale meccanismo mettesse in rotazione l’albero.

Disegno tecnico di un mulino a mano: due macine sovrapposte su un albero verticale fissato a un carrello di legno.
Fig. 1 — Ricostruzione del «molino a mane con i suoi accessori» secondo le voci d’inventario (indicazione di provenienza da precisare).

La trascrizione

«1503 adi 12 ottobre — Consegna delle robe del castelo de mixocho fata nele mani de Galeazzo…»: la consegna delle cose del castello di Mesocco nelle mani dei nuovi responsabili. Da documenti come questo nasce l’intera banca dati degli inventari.

Pagina manoscritta cinquecentesca dell'inventario, con annotazioni a inchiostro bruno.

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Fig. 2 — Una pagina dell’inventario del 1517. Archivio regionale a Marca, Mesocco (indicazione da precisare).
Approfondimento visivo (4 immagini)
Registro manoscritto aperto, con la coperta consumata e fitte righe d'inchiostro.
Il registro degli inventari nella sua legatura originale (provenienza da precisare).
Foglio manoscritto con elenco di voci d'inventario e annotazioni marginali in rosso.
Foglio d’inventario con annotazioni marginali (provenienza da precisare).
Recipiente cilindrico in legno con traversa, appoggiato su un tessuto a righe.
Lo staio, misura di capacità: un esempio concreto per interpretare le quantità (provenienza da precisare).
Logo dell'Archivio regionale a Marca su fondo scuro.
Archivio regionale a Marca, Mesocco: sede dei documenti originali.
Citare questa paginaMostra «La fortezza rinascimentale» (Leggere gli spazi), pannello 3 «Gli inventari», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2024/03-gli-inventari, 2024.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 3 della mostra 2024; documento T.A.N., cartella 31, n. 63, Archivio di Stato, Milano; trascrizioni M. Viganò 2010.

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