Le visite · mostra 2024 · pannello 2 di 16 · capitolo: Gli spazi
Il percorso dell’inventario 1511
Nel 1511 a stilare l’inventario per il subentrante Toso da Candia è il castellano uscente Andrea Brocco, assistito da Giovanni Antonio della Croce. Come nel 1503, il giro comincia in cima al mastio — ma otto anni bastano a cambiare il volto della fortezza.
Nella rocca
Scendono poi al pianterreno nel locale delle munizioni, e di lì nella corte della rocca, dove vedono pezzi d’artiglieria, più di mille palle di cannone e colubrine, la catena della cisterna e la beccaria, cioè il banco di macelleria con la sua attrezzatura. Il percorso prosegue attraverso i camerotti e la dispensa fino agli spazi di servizio della fortezza.

Il confronto fra i due inventari — 1503 e 1511 — è istruttivo: gli stessi ambienti, gli stessi percorsi, ma dotazioni mutate. Dove nel 1503 stavano pochi utensili, otto anni dopo si accumulano polvere da sparo e granaglie; compaiono locali nuovi, aperti dopo il primo rilevamento. Gli inventari non fotografano soltanto un patrimonio: registrano una fortezza che si trasforma.
Approfondimento visivo (1 immagine)

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 2 della mostra 2024; inventario 1511 (trascr. Viganò 2010).
