Le visite · mostra 2024 · pannello 1 di 16 · capitolo: Gli spazi
Un cordiale benvenuto
Questa mostra prende spunto dagli inventari stesi per ordine di Gian Giacomo Trivulzio negli anni 1503, 1511 e 1517. Si muove dunque sulle ali dell’immaginazione fra testi scritti, configurazione delle rovine attuali, foto storiche, rilevazioni, schizzi, disegni, fonti e confronti con altri casi.
Una lettura complessa, ma interessante, in grado di profilare particolarità anche minute, ma rivelatrici della quotidianità del castello, allora vera e propria corazzata di terraferma nota a livello europeo. Un esempio: le voci d’inventario che citano le granaglie stoccate nel mastio, indicandone posizione, tipo, quantità e utilizzazione, sollevano qualche domanda riguardo alle pratiche di stoccaggio e di conservazione — la protezione da insetti e muffe, nonché la difesa dai roditori.

Io, il Gatto
Allora ecco profilarsi una presenza, la mia, non citata negli inventari, non rintracciabile archeologicamente, raramente considerata, ma che in questo, come negli altri castelli ha avuto un ruolo di somma importanza: proteggere dai topi gli alimenti indispensabili per la sopravvivenza, specialmente durante gli assedi.
Sono grato che mi si renda giustizia. Conoscitore di ogni angolo, assumo volentieri il ruolo di nume ispiratore in questa magica esplorazione fra mura reali e mura virtuali. Cordialmente, il vostro accompagnatore di sempre — Io, il Gatto.

Gli spazi nel 1503 — nel mastio
Scrivono l’inventario i fratelli Galeazzo e Francesco Pozzobonelli, castellani uscenti, e lo consegnano ad Andrea Brocco, il castellano subentrante, assistito da Giovanni Antonio della Croce. Il loro giro comincia in cima alla torre grossa e scende piano per piano.

… e nella rocca
Usciti dal mastio, gli estensori si recano nella cucina del Signore (1), poi nella camera accanto, ancora un magazzino (2); visitano la canepa del Signore — la cantina del Trivulzio (3) — e la cantina del castellano (4). Salgono al secondo piano nella camera del signore (5), attraversano l’andito e visitano la camera «fora de dita stua» (6); ritornano sui loro passi ed entrano nella sala pinta (7); passano nella camera vicino alla sala grande (8) e da lì nella sala grande stessa (9). Scendono infine per la scala interna al primo piano nella stua «appresso alla sala» (10) e proseguono per i restanti locali fino alla corte della rocca (17) e allo sportello di rocca (18).
Approfondimento visivo (1 immagine)

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 1 della mostra 2024; inventario 1503 (trascr. Viganò 2010).
