Le visite · mostra 2024 · pannello 11 di 16 · capitolo: Forno
La cucina 1898
I disegni del 1898 dell’architetto Eugen Probst non indicano collegamenti fra la cucina del signore e quella del castellano: il passaggio attuale è dunque stato realizzato durante i restauri del 1922–1926. Anzi, nel 1503 al posto della cucina del castellano figura un locale deposito.

Fig. 1 — Eugen Probst, rilievo del 1898: il palazzo comitale con le due cucine. Dieci elementi contrassegnati (a–j) secondo il testo del pannello. Le posizioni dei punti sono provvisorie e vanno verificate sull’originale.
La cucina del signore
Davanti a noi l’angolo della cucina del signore con il forno e il focolare. Nella parete, in parte ricostruita durante i restauri 1922–1926, si riconoscono la bocca del forno; le crepe verticali nella muratura, che segnalano i condotti con cui dalla cappa il fumo veniva convogliato nelle canne dei camini, poi riempiti con muratura nel 1926; il vano un tempo occupato dalle canne stesse; e un’apertura, probabilmente la bocca della pigna della stua granda, che veniva caricata dalla camera bianca.

Riferimento: le rovine nel 1908
Dalla massa delle macerie emergono i resti del muro nord della cucina del signore; il riquadro calcinato, tratto scoperto fra i camini sporgenti delle due cucine; l’apertura che albergava i camini del forno e del focolare; attraverso di essa il muro diroccato che separava la cucina del signore da quella del castellano; la volta del forno; sulla destra il muro che sovrasta la porta della cucina; l’apertura fra la canepa e il deposito dell’ala nord; la parete del locale sopra la cantina, ancora ricoperta dall’intonaco bianco; i resti del muro e dell’uscio fra i due locali; il solco del pavimento del secondo piano e i loculi delle travi.

Approfondimento visivo (2 immagini)


Dall’inventario del 1503 — «La cuxina del signore»
Tre caldaie grandi · un paiolo con salnitro · due paioli piccoli · tre bronzi [pentole] grandi · un bronzo piccolo · sei laveggi rotti · un mortaio in bronzo per pestare il sale · quattro padelle rotte · un falcione [coltello] piccolo da carne · una bacinella di stagno per lavar le mani · una leccarda rotta · due spiedi d’arrosto · uno scodellino di rame · sette catene per il focolare · quattro alari in buono stato · una molla grande · una padella per castagne in buono stato.
Trascrizione originale: «Caldare 3 gra[n]de · Caldaro 1 Salnitrio · Caldiroli 2 picoli · bronzi 3 gra[n]di …». Inventario 1503, trascr. M. Viganò 2010. Nel 1511 la voce ricorre come «Nela Cuxina vegia doue e lo forno».
Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 11 della mostra 2024; rilievi E. Probst 1898; fotografia E. Zinggeler 1908; inventario 1503 (trascr. Viganò 2010).
