Stemma del Castello di Mesocco

4. La Porta

Le visite · mostra 2023 · stazione 4 di 27

La Porta

Questa è la più antica illustrazione che mi rappresenta. Sul muro merlato con la porta aperta sta Her[r] Heinrich von Sax, signore di Mesolcina e mio proprietario (1235–1279). Sembra muovere passi di danza: infatti era anche poeta, un Minnesänger.

Sulla sua destra il blasone del casato partito d’oro e di rosso, sulla sua sinistra il cimiero, l’orso guerriero. La porta? Storicamente un toponimo significativo: il confine fra le Squadre di Sopraporta e Sottoporta, il passaggio e punto di controllo per eccellenza dei transiti fra nord e sud, degli scambi economici, sociali e culturali.

Il verde alla base del muro con le decorazioni non rappresenta forse il sud? La porta aperta, le ante grigie e la donzella in rosso con lo stambecco, non ricordano forse la Rezia? Muro, castello, porta, signore feudale: un tutt’uno.

Miniatura medievale: un uomo in veste blu danza su un muro merlato, sotto il portale una donzella in rosso con uno stambecco.
Fig. 1 — Manessische Handschrift, ca. 1300: Heinrich von Sax. In: publikationsfonds@ub.uni-heidelberg.de
Disegno a matita del profilo del castello sullo sperone roccioso, con la scritta Misox.
Fig. 2 — Johann Rudolf Rahn (1870), disegno a matita, 21,2 × 15,1 cm. Zentralbibliothek Zürich, Rahn XLVIII 50.
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Miniatura medievale del Codex Manesse con figure entro un’architettura gotica.

Il codice di Manesse — Si tratta di un prezioso e celebre canzoniere medievale, scritto in Mittelhochdeutsch. Composto da 426 fogli di pergamena, presenta testi e preziose miniature su entrambi i lati delle pagine. La sua genesi risale circa al 1300, probabilmente collegata al collezionismo della nobile famiglia patrizia dei Manesse di Zurigo. Prima della sua creazione, i contenuti di norma erano tramandati oralmente, o scritti su fogli volanti o conosciuti limitatamente solo attraverso repertori. Raccolta di opere di circa 140 poeti, 6000 strofe, questo canzoniere rappresenta una summa delle canzoni profane medievali ed è considerato una delle principali fonti della poesia d’amor cortese tedesca: il Minnesang. È custodito presso la Biblioteca Universitaria di Heidelberg.

Ritratto fotografico in bianco e nero di un uomo anziano di profilo, con barba.

Johann Rudolf Rahn — Nasce il 24 aprile del 1841 a Zurigo, muore il 28 aprile del 1912. È riconosciuto come il «padre della storia dell’arte Svizzera» per il suo ruolo fondamentale nella conservazione dei monumenti e nella ricerca artistica e storica. Dopo lo studio della storia dell’arte al Politecnico e all’università di Zurigo, per la sua competenza diviene l’esperto per eccellenza di restauri e ristrutturazioni. Ha avuto un ruolo decisivo per la conservazione di importanti edifici come il Grossmünster a Zurigo, il monastero di Wettingen e il castello di Chillon. Nel 1880 è uno dei fondatori della Società svizzera di Storia dell’Arte. Il suo impegno e la sua passione sono essenziali per la creazione del Museo Nazionale Svizzero a Zurigo nel 1890.

Sigillo medievale in cera con stemma e iscrizione circolare.

I signori de Sacco — Sono varie le speculazioni sugli inizi del casato dei de Sacco. Italia? Germania? Non sappiamo. Nell’Urbario imperiale stilato intorno all’843, della Mesolcina sono citati i beni di Fero de Saxame. Uno dei primi Sax/de Sacco? Nel 1219 Enrico de Sacco afferma che i suoi antenati hanno fatto edificare sul proprio allodio la chiesa di Santa Maria. Dunque intorno al 1040 il casato sicuramente esercita la Signoria sulla Mesolcina. Nei primi due decenni del Duecento con Ulrico, abate di San Gallo, confidente di Federico II, e Alberto avogadro dello stesso monastero vive un momento di grande potenza ed espansione. Nei due decenni seguenti i de Sacco finiscono vieppiù in conflitto con l’imperatore e dopo il 1239 passano nel campo milanese. È questo l’inizio di un periodo tribolato: minacciati a nord dalla casata Monfort-Vaz, a sud dalle città di Como e Milano, per fortificare castelli e torri, rischiano la rovina economica. Ristabilitisi verso la fine del 14° secolo, grazie anche al matrimonio di Gaspare de Sacco con Elisabetta von Rhäzüns, dopo un buon momento caratterizzato dalla conquista di Bellinzona e monte Dongo nel 1403, nonché dall’ottenimento del titolo di conti nel 1419, stretti tra il ducato di Milano e i Confederati finiscono per vendere la Signoria sulla Mesolcina a Gian Giacomo Trivulzio. Nel contratto si specifica, il castello di Mesocco e la signoria sulle due valli.

Citare questa paginaMostra «Castello di Mesocco: …ricostruiamolo», stazione 4 «La Porta», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2023/04-la-porta, 2023.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 4 della mostra 2023.

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