Stemma del Castello di Mesocco

16. I letti

Le visite · mostra 2024 · pannello 16 di 16 · capitolo: Dormire

I letti

La guarnigione del castello di norma non doveva essere numerosa. Ma quando in Lombardia i collaboratori e i sostenitori guelfi di Gian Giacomo Trivulzio erano in pericolo, venivano accolti nei castelli della Mesolcina — a Roveredo nel palazzo Trivulzio, a Mesocco e in altri edifici.

Sta probabilmente in relazione a queste fluttuazioni l’accrescersi del numero delle camere fra un inventario e l’altro. I letti del castello erano di vari tipi: semplici, oppure dotati di testiera, pediera, predella — a un tempo sedile e baule — e di tele, ovvero stoffe che intorno e sopra il letto proteggevano dalla luce, dall’aria e dagli insetti.

Disegno a china di una camera con letto a baldacchino, cassapanca ai piedi e soffitto a travi.
Fig. 1 — Il letto come poteva presentarsi: testiera, pediera, predella e tele. Disegno di Katarzyna Suchta.

Come nell’esempio disegnato da Katarzyna, il letto era di norma piuttosto corto: si dormiva quasi seduti. In molti casi si cita la carriola, un letto basso con le rotelle, facilmente estraibile e utilizzabile in caso di bisogno. Ricorrono poi i termini piumazzo e peloto, coperture con stoffe imbottite di piume o con pelli: il peloto è l’antenato del sacco a pelo.

Interno rustico in legno con letto e sottoletto estraibile su rotelle.
La carriolaLetto con carriola, Museo Vallivo di Valfurva «Mario Testorello».
Camera rivestita in legno con letto, panca e crocifisso alla parete.
Un confronto in valleLa camera di San Carlo in Casa a Marca di sopra, XVI secolo.

Il bagno in camera

Il bagno si faceva direttamente in camera, nella bagnarola — «bagniara» o «bagniera» negli inventari: una tinozza di grandi dimensioni.

Miniatura medievale con due persone sedute in una grande tinozza di legno, sotto un testo manoscritto.
Fig. 2 — Il bagno nella tinozza. Da un manuale di iatromatematica, manoscritto prodotto nella Germania meridionale o in Svizzera attorno al 1450. St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 760 (e-codices).
Approfondimento visivo (1 immagine)
Miniatura con un interno ligneo pieno di oggetti preziosi, armi e stoffe.
D. Schilling il Giovane, Lucerna 1513: il bottino di Grandson (Schweizer Bilderchronik, ed. A. A. Schmid, 1981).
Citare questa paginaMostra «La fortezza rinascimentale» (Leggere gli spazi), pannello 16 «I letti», castellodimesocco.ch/it/visite/mostra-2024/16-i-letti, 2024.

Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 16 della mostra 2024; disegni di Katarzyna Suchta; St. Gallen, Stiftsbibliothek, Cod. Sang. 760; Museo Vallivo di Valfurva; Casa a Marca, Mesocco.

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