Le visite · mostra 2024 · pannello 6 di 16 · capitolo: Il contesto storico
La corte interna
Gli inventari, i resti di muro e i loculi nei muri ci danno alcune indicazioni sull’aspetto della corte della rocca cinquecento anni fa.
Ci confermano la posizione dei loggiati in muratura o legno che la circondavano su due piani, il portone e la porticina di accesso. Sopra il portone, le arnie — probabilmente bugni villici — e l’orologio a pendolo con la campana e il pesante peso per la ricarica; le scale, una rampa vicino al portone stesso, un’altra con accesso nell’angolo sud-ovest, una terza nell’angolo sud-est; il pozzo con la catena e il secchio, le armi non più utilizzate, un mucchio di migliaia di palle per l’artiglieria e altro ancora.

Davanti a noi, fuori della rocca, due manufatti sono rappresentativi dell’inizio e della fine della fortezza rinascimentale: la torre grossa di mezzo, cinque piani, quasi un castello nel castello, prima realizzazione trivulziana del 1481; e il grande squarcio nella muraglia sulla destra, causato dall’abbattimento del 1526, episodio finale della sua esistenza.
Dal 1512 al 1526: la fine
Cinque tappe conducono dall’apogeo allo smantellamento — la seconda metà del percorso cominciato con il pannello precedente.

Alle Tre Leghe la Valtellina
Scaduto nel 1507 l’accordo con la Francia per il reclutamento di mercenari, Svizzeri e Grigioni calano ripetutamente su Milano nell’alleanza intessuta dal cardinale Matteo Schiner con i vallesani e la Santa Sede. Il Trivulzio provvede a rafforzare il castello: il landvogt svizzero a Bellinzona, Werner Pfil, scrive il 15 luglio 1510 che egli avrebbe fatto portare di notte nel suo castello di Mesocco più di mille someggiate di pietra, bocche da fuoco e polvere.
Nel 1511, dopo una razzia del capitano francese di Locarno nella zona di Bellinzona, gli svizzeri per ritorsione entrano in Mesolcina e il 12 gennaio 1512 bruciano il palazzo di Roveredo e alcuni villaggi. Fine aprile 1512: dodicimila mercenari svizzeri e grigioni attaccano vittoriosamente le truppe francesi che presidiano il Ducato di Milano. Le Tre Leghe ne approfittano per occupare Bormio, la Valtellina, Chiavenna e le Tre Pievi — e ora condividono un lungo confine con Venezia.

Cambiano i protagonisti
Alla vittoria francese su Confederati e Grigioni a Marignano, il 14 settembre 1515, segue la pace di Friborgo del 29 novembre 1516. Gian Giacomo Trivulzio rientra nel pieno possesso del castello e della Contea — della Mesolcina, del Rheinwald, di Safien e di Musso — ma non di Chiavenna e San Giacomo, che restano alle Tre Leghe. Gravemente ammalato, pensa soprattutto ad assicurare i possessi al nipote Gian Francesco, di soli otto anni. Muore il 5 dicembre a Chartres.
Nel 1519 muore anche l’imperatore Massimiliano I, cui subentra il nipote diciannovenne Carlo V: dal 1506 duca di Borgogna, dal 1516 re di Spagna, ora duca d’Austria, controlla anche il Regno di Napoli, la Sardegna e le colonie americane. Un impero mondiale per un disegno preciso: un’Europa asburgica, unita e cattolica. Nello stesso anno compare un altro protagonista: il riformatore Ulrico Zwingli inizia a predicare a Zurigo.

Cambiano le alleanze
Dal 1521 l’esercito imperiale di Carlo V conquista, perde e riconquista la Lombardia. Il 4 aprile 1522 l’imperatore insedia come duca di Milano Francesco II Sforza, figlio del Moro, cresciuto alla corte degli Asburgo. Ora l’artiglieria del castello torna pienamente utile ai Grigioni e ai Confederati: per le Tre Leghe, ormai strette fra territori sotto controllo asburgico, la situazione si fa rischiosa, e a repentaglio è soprattutto la Valtellina, prezioso collegamento fra Tirolo e Lombardia.
Ufficialmente regge il patto di non belligeranza fra le Leghe e gli Asburgo, rinnovato nel 1518; sul piano pratico i due si fanno guerra per interposti protagonisti. Dal 7 febbraio 1523 Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, occupa il castello di Musso e ne fa la sua base operativa. Fra la Lombardia e i Grigioni corrono ormai due fasce controllate da altri: il lago di Como bloccato militarmente dal Medeghino, le Tre Valli e Bellinzona dominate dai cantoni gottardisti.

La carta delle Tre Leghe
Nella primavera del 1524, quando il Medeghino impedisce il passaggio delle truppe grigioni che vanno in aiuto del re di Francia, le Tre Leghe realizzano di trovarsi in una situazione estremamente rischiosa. Sul piano militare sono in guerra con le truppe spagnole del Medeghino, con il rischio concreto di perdere la Valtellina. Sul piano dei traffici incombono impedimenti, dazi e blocchi alla frontiera sud. Sul piano della coesione interna resta il problema di come ripartire in buon accordo il denaro proveniente dagli ingaggi militari.
Sul piano religioso si profila il contrasto fra Coira, le Dieci Giurisdizioni e gran parte della Lega Cadea, orientate verso Zurigo — dove Zwingli predica contro il servizio mercenario — e le zone più legate ai Cantoni della Svizzera centrale, per i quali quel servizio è essenziale. A evitare pericolose spaccature interviene il Bundesbrief, la Carta della Lega, con il complemento degli articoli di Ilanz del 1524 e del 1526.

Sacrificato
Quando nel gennaio 1525, con un nuovo colpo di mano, il Medeghino occupa Chiavenna con il suo castello, attacca la Bregaglia e in seguito anche Morbegno, sarà determinante il contributo del consistente corpo di spedizione di Mesocco: con le artiglierie trivulziane si ha ragione degli occupanti il 20 novembre 1525. Una prestazione decisiva della fortezza a favore del nascente Stato grigione — ma a cospetto di una congiuntura infelice che le si rivelerà fatale.
L’amara esperienza della perdita di Musso e Chiavenna, e il rischio concreto che anche l’inespugnabile fortezza di Mesocco finisca in mano nemica, impongono ai Grigioni di renderla inoffensiva come molte altre fortificazioni in Valtellina. Già nei primi mesi del 1526 il castello di Mesocco, vittima sacrificale, verrà smantellato a forza di mine.
Altra vittima della situazione: Martino Boelini, letterato, cantore del castello, elogiatore del Trivulzio, politico e diplomatico, propugnatore fino all’ultimo dell’alleanza con Venezia — assassinato su mandato del Medeghino nel 1530, di ritorno da un’ambasceria a Milano nel corso della seconda guerra di Musso.
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Approfondimento visivo (7 immagini)







Realizzazione, sostegno e collaboratori della mostra
Sostegno
Centro Culturale di Circolo Mesocco Soazza Lostallo · Comune di Mesocco · Fondazione Trivulzio, Milano · Promozione della cultura dei Grigioni, Coira · Servizio monumenti storici dei Grigioni, Coira · Servizio archeologico dei Grigioni, Coira
Collaboratori
Marino Viganò, consulenza e inventari · Francesca Nussio, elaborazione inventari e documentazione · Katarzyna Suchta, illustrazioni · Niccolò Federici, ricostruzione virtuale · Edmondo Fasani, amministrazione · Hélène Bürge, restauro · Moritz Bürge, strutture · Ai Tecc elettronica Sagl di Damon Bonesi, informatica · Carletto Gallo, consulenza
Progetto e coordinazione
Luigi Corfù
Traduzioni
Gisella Scartazzini, tedesco · Fernando Corfù, inglese · Mario Roberty, tedesco e inglese
Studenti
Loris Jorio, verifica percorsi · Clori Salvi e Sheryl Wettstein, collaborazione banca dati inventari · Elisa Plozza, traduzione
Realizzazione
GraficaNene di Marlene B. De Leoni, stampa · Lulo Tognola, consulenza grafica
Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 6 della mostra 2024.
