Le visite · mostra 2024 · pannello 14 di 16 · capitolo: Vino e aceto
Misurare il contenuto — a somaseti e spanna
Per controllare la quantità di vino o aceto in una botte si misurava il vuoto con la mano. Il somaseto era la distanza pollice-mignolo a pugno chiuso; la spanna, quella a mano aperta.
Ecco perché negli inventari le quantità non sono espresse in litri ma in parti di botte mancanti: «una botte con due spanne e quattro dita di vino valtellinese vecchio» significa che dal pelo del liquido al coperchio restavano due mani aperte e quattro dita di vuoto. Una misura sempre disponibile, che non richiede strumenti — e che varia leggermente da persona a persona.


Una cantina e i suoi attrezzi
Un confronto etnografico aiuta a immaginare la canepa in funzione. In questa immagine da Ruda, in Friuli, tratta da Il lavoro dei contadini di Paul Scheuermeier, l’uomo tiene nella mano sinistra la piccola spina che chiude il foro di degustazione, e sotto un bicchiere. A destra un’antica botte — vassél, il «vaselo» dei nostri inventari — della capacità di 1071 litri, con cerchi di legno e due doghe sporgenti che servono da manici per il trasporto. A sinistra una botte moderna di grandi dimensioni; davanti a essa un mastello largo e basso per travasare il vino, e un altro più alto con una stanga trasversale per trasportare vino o uva. Per terra: imbottatoi a forma di tartaruga, secchio a un manico, rastrello di legno per raccogliere le vinacce, mazza di legno, imbuto di latta, grossa cannella di svuotamento.
Come nelle canve del castello, le botti sono collocate su travi e con ciò rialzate: sia per isolarle dal suolo, sia per facilitare i travasi.

Nella cantina del castellano: due botti piene di vino comprato da Madonna Benedetta · una botte di vino comprato come sopra, cui manca una spanna · cinque botti vuote · una brenta ferrata · uno staio per misurare il vino · un imbottavino con il suo tubo di ferro · un attrezzo per montare il fondo delle botti · un otre da olio · un sacco con rete da pesca · un mastello per salare la carne · una scaletta · un mortaio di legno cerchiato di ferro per pestare la polvere · un altro mortaio di legno con due cerchi di ferro, pure per la polvere.
Trascrizione originale: «Vaseli 2 pieni dil vino c[om]prato da madona benedeta · … · vno mortaro de legnio zerzato de fero da pestare la poluere». Inventario 1517, trascr. M. Viganò 2010.
Due dettagli meritano attenzione. Il vino veniva comprato, e da una persona nominata: Madonna Benedetta. E nella stessa cantina stavano i mortai per pestare la polvere da sparo — segno che in una fortezza la distinzione fra dispensa e arsenale era meno netta di quanto immaginiamo.
Approfondimento visivo (2 immagini)


Stato della pagina: agosto 2026 · Fonte: pannello 14 della mostra 2024; P. Scheuermeier, Il lavoro dei contadini; inventario 1517 (trascr. Viganò 2010).
