Stemma del Castello di Mesocco

Personalità

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Personalità

Alcuni personaggi legati in qualche modo al castello hanno avuto ruoli particolari nella storia politica o culturale europea. Diverse di queste personalità appartengono al casato de Sacco, che potrebbe aver tenuto la signoria sulla valle per quasi 700 anni.

Albero genealogico manoscritto del casato de Sacco.
StAGR A I/3a Nr. 35.

Il casato de Sacco

Alcuni personaggi legati in qualche modo al castello hanno avuto ruoli particolari nella storia politica o culturale europea. Diverse di queste personalità appartengono al casato de Sacco, che potrebbe aver tenuto la signoria sulla valle per quasi 700 anni.

Pagina manoscritta dell'Urbario della Rezia, circa 843, con la menzione del beneficio di Fero.
Tschudi Aegidius, Urbario della Rezia, ca. 843, in: Grüninger S., Grundherrschaft, Desertina, Chur, 2006.

Fero de Sexamine

Uno dei primi personaggi identificabili della storia della valle è Fero de Sexamine, ovvero Fero dello Schams: «Beneficium Feronis im Sexamine… in Mesauco, de vino carrate de terra iugeri V». Sax/Sacco sembrerebbe paronimo di Sexamine, per cui è possibile ipotizzare Fero come capostipite del casato de Sacco.

Disegno del piano dell'abbazia di San Gallo.
L’abbazia di San Gallo, da Le Goff, 1981, p. 136.

Ulrico de Sacco

È stato uno dei più importanti rappresentanti del casato de Sacco: abate di San Gallo, principe dell’Impero, amico dell’imperatore Federico II e del Papa.

Miniatura medievale con Eberardo de Sacco, dal Codice di Manesse.
Miniatura con Eberardo de Sacco, Codice di Manesse.

Eberardo de Sacco

Religioso nel convento dei domenicani di Zurigo, poeta e pittore, è stato probabilmente lui stesso l’autore della miniatura che lo ritrae.

Miniatura medievale con Enrico de Sacco, dal Codice di Manesse.
Miniatura con Enrico de Sacco, Codice di Manesse.

Enrico de Sacco

Citato fra il 1235 e il 1279, è stato signore della Mesolcina e Minnesänger. Ha curato come avogadro (gestore) gli interessi dei monasteri di Disentis e Pfäfers e gestito, insieme ai fratelli, i territori e i castelli posseduti dalla famiglia, come quello di Sax nella regione di Werdenberg.

Statua equestre di Gian Giacomo Trivulzio, Castello Sforzesco, Milano.
Statua equestre di Gian Giacomo Trivulzio, Milano, Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, XVII secolo.

Gian Giacomo Trivulzio

Detto il Magno, è con ogni evidenza uno dei principali personaggi nella storia del castello, che a lui deve la sua apparenza attuale. Condottiero, dapprima nel governo di Milano (Consiglio segreto della reggente Bona di Savoia), poi maresciallo di Francia, fra i capi della Lega Grigia, cittadino di Uri e Lucerna.

Frontespizio inciso della Misochea Magni Trivultii con due stemmi araldici.
Santi C., Misochea, Magni Trivultii, 2002.

Martino Bovollino

Il notaio mesoccone Martino Bovollino fu un insigne uomo politico, erudito e letterato. Fu ambasciatore delle Leghe a Milano, Venezia, Roma e presso il re di Francia; nel biennio 1527–1529 vicario delle Tre Leghe in Valtellina. Lasciò prose e poesie, fra cui un sonetto in lode del castello di Mesocco e la Misochea Magni Trivultii (Milano, de Ponte, 1519).

Fotografia di gruppo di Eugen Probst con altri membri della Società svizzera dei castelli, 1928.
Gruppenfoto des Vorstands des Burgenvereins am Schloss Champvent, 1928.

I ricercatori

Tanti e autorevoli: archeologi, architetti, archivisti, disegnatori, fotografi, geologi, ingegneri (nella foto Eugen Probst con altri membri della Società svizzera dei castelli).

Stato della pagina: settembre 2026.